Press release

2018

  • http://www.telequattro.it/

    Interview of the Telequattro channel on the ROC-POPLife project

  • Repubblica

    Da Trieste alle Cinque Terre, un ambizioso e innovativo progetto di reimpianto di Cystoseira, alga bruna che cresce sulle rocce dei fondali in prossimità della fascia costiera, preziosissima per gli equilibri ecologici e la vita nelle acque del Mare Nostrum

  • IL PICCOLO TRIESTE

  • http://www.riservamarinamiramare.it

    ROCPopLife LIFE project celebrates #Natura2000Day at Area Marina Protetta Miramare BIOMA on Sunday 20th of May

  • ROC-POPLife at Festival del Mare of Genoa

  • Il Secolo XIX

    Portofino - L’Area marina protetta di Portofino dona la Cystoseira, alga di cui i suoi fondali sono ricchi, alle Cinque Terre dove, invece, la specie Amantacea s’è estinta già nel secolo scorso. Succede con il progetto europeo Roc-Pop-Life, di cui la Riserva portofinese è partner con quella di Bergeggi, con la Riserva di Miramare, a Trieste, e Strugnano, in Slovenia.

  • Corriere della Sera

    Nelle prossime settimane, tra aprile e maggio, ci immergeremo nelle acque di Portofino e di Strugnano in Slovenia, dove le coperture di Cystoseira sono ancora folte e in buono stato”, ci dice Annalisa Falace dell’Università di Trieste, che è a capo del progetto. “Preleveremo qualche centimetro di tessuto apicale dalle fronde. Qui si trovano i ricettacoli con le cellule sessuali”. Serviranno a produrre in laboratorio le plantule che saranno usate per la riforestazione nel Parco delle Cinque Terre, in Liguria, e nella riserva di Miramare a Trieste. Torneranno in mare già quest’estate e per la prossima ci si aspetta che almeno una parte delle alghe trapiantate sarà entrata nella fase di riproduzione naturale.

  • “Conservare non basta più, è necessario procedere a un’opera di restaurazione. La situazione infatti è ormai critica in vaste aree del Mediterraneo, e arrivano segnali preoccupanti anche dall’Atlantico”, spiega Falace. I nemici delle foreste marine sono i cambiamenti climatici che scaldano le acque, l’inquinamento, la costruzione dei porti turistici, l’overfishing che lascia proliferare soltanto i pesci che ci piace meno mangiare: gli erbivori. "

  • UNITS

    ROCPOP LIFE è una azione concreta di restauro ambientale che ha come scopo il ripristino di foreste marine protette da Direttive Europee e accordi internazionali (Direttiva per la Strategia Marina, Direttiva Habitat-Natura 2000, Convenzione Barcellona, ecc). L’intervento di restauro si avvale di un nuovo protocollo di coltura, sviluppato lo scorso anno in stretta collaborazione tra l’Università di Trieste (gruppo di ricerca della dott.ssa Annalisa Falace) e di Genova (gruppo di ricerca della prof. Mariachiara Chiantore) e recentemente pubblicato. L’originalità di questo metodologia di restauro sta nella produzione in acquari di nuove “plantule” da reintrodurre in ambiente marino, senza danneggiare i siti donatori. Finora gli interventi di restauro di foreste marine sono stati realizzati mediante il traspianto di popolamenti da un sito all’altro, impoverendo cosi i siti “donatori”. Poiché si tratta di specie protette e a rischio di estinzione questo tipo di interventi andrebbero vietati, in quanto in contraddizione con il principio di conservazione di queste specie. Purtroppo si tratta ancora della pratica più diffusa nel Mar Mediterraneo. La necessità di ottenere un gran numero di “plantule” è uno dei limiti maggiori alla realizzazione su larga scala di interventi di restauro biologico. Quindi è stato necessario ottimizzare la riproduzione utilizzando metodi non distruttivi.

  • IL PICCOLO TRIESTE

    Dai fondali stanno scomparendo le alghe brune (Cystoseira), indispensabili al sistema Foreste marine da ripristinare pure a Miramare di Giulia Basso Quando si parla di deforestazione selvaggia il pensiero corre subito all'Amazzonia, ma le foreste pluviali non sono le uniche che rischiano di scomparire. Sul fondo del Mare Nostrum stanno rapidamente scomparendo le foreste marine di Cystoseira, un genere di alghe brune che si trova principalmente nelle acque temperate dell'emisfero nord, nel Mar Mediterraneo e nell'oceano Pacifico e Indiano. Queste alghe, che possono raggiungere l'altezza di un metro e mezzo, svolgono la stessa funzione degli alberi di una foresta tropicale: producono ossigeno tramite la fotosintesi e rappresentano un habitat per altri organismi vegetali e animali, come i pesci che ci depongono le uova. Una loro scomparsa innescherebbe una serie di effetti a catena che finirebbero col riflettersi negativamente anche sulle attività economiche, dalla pesca al turismo. Per invertire questa tendenza è partito in questi giorni il progetto Rocpop Life, che ha come obiettivo quello di rimboschire, con una tecnica innovativa, le foreste marine di Cystoseira all'interno delle Aree marine protette di Cinque Terre e Miramare, dove quest'alga era presente in passato. «Già nel 2000 abbiamo notato che le foreste marine stavano scomparendo dal nostro mare - spiega Annalisa Falace, coordinatrice del progetto e ricercatrice dell'ateneo giuliano -. Quando il tema è diventato rilevante per la Comunità europea, che ha deciso di proteggere queste foreste, nel Golfo di Trieste non c'era già più Cystoseira». A causarne la scomparsa sono principalmente gli impatti antropici: la costruzione di porticcioli, la movimentazione degli scogli, gli sversamenti urbani, gli erbicidi e inquinanti chimici di diversa natura portati a mare attraverso i fiumi. A questo si sommano gli impatti dei cambiamenti climatici. La Cystoseira, spiega Falace, ha delle spore abbastanza pesanti che cadono vicino alla pianta madre, perciò non è possibile pensare a un ripopolamento spontaneo: serve l'intervento umano. «Così come lottiamo per preservare le foreste terrestri, dovremmo lottare per preservare le foreste marine, che svolgono funzioni analoghe sott'acqua», spiega l'algologa. Falace insieme all'assegnista di ricerca Sara Kaleb e a un gruppo di ricercatrici dell'Università di Genova, ha messo a punto un sistema innovativo per lavorare al ripopolamento delle foreste marine di Cystoseira: «Anziché espiantare e ritrapiantare la Cystoseira nei luoghi in cui è scomparsa, abbiamo messo a punto una tecnica di coltura che consente di ottenere nuove "plantule" da piccoli pezzetti di Cystoseira in riproduzione. Così non si danneggia la popolazione donatrice», spiega Falace. Le cinque ricercatrici si sono calate nei panni di "contadini del mare": da un singolo apice di Cystoseira riescono a produrre moltissime plantule. «Le portiamo in laboratorio e le coltiviamo secondo i protocolli messi a punto con l'Università di Genova - racconta -: facciamo crescere le piantine su dischetti ecosostenibili e biodegradabili che questa primavera andremo a inserire in mare per aiutare queste "alghe buone" a ripopolare il Mediterraneo». L'esperimento pilota verrà portato avanti nelle Cinque Terre e a Miramare. «Si agisce sulle aree marine protette perché tutti gli elementi di controllo messi in campo a livello gestionale sono la migliore garanzia per ottenere il risultato atteso - spiega Saul Ciriaco, della Riserva Marina di Miramare -. In questo modo assicureremo un monitoraggio costante sulla crescita delle nuove foreste marine».

2017

  • IL PICCOLO TRIESTE

    ....Nello stand in piazza Unità dell'Università di Trieste, grazie alle attività proposte da Annalisa Falace e Sara Kaleb, del Gruppo Biodiversità ed ecofisiologia delle macroalghe marine, si parlava anche di cibo. Perché nel mare esistono le foreste e gli chef stellati usano le alghe nei loro piatti più esclusivi. ....